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A San Locca a pi, za pr i Bregguel, indrì in vapuren

28 marzo 2016

Un po’ di storia della Gita del Lunedì di Pasqua a Bologna.
Secondo Alberto Menarini, andèr za pr i Brègguel era la passeggiata, romantica e solitaria, tradizionale per i fidanzati desiderosi di solitudine, per cui la frase sottendeva “andare ad amoreggiare”. Ma ci andavano pure i ragazzi in comitiva come le famigliole attrezzate per i pic-nic. Al di fuori del lunedì di Pasqua, dove si registrava il pienone di presenze, era un programma domenicale consueto andèr a San Locca a pi, po za pr i brègguel, e indrì in vapurèn (la vecchia tramvia Bologna - Vignola). E se si avevano un po’ di soldi in tasca, si poteva “andare al Lido di Casalecchio per del pesce fritto del Reno e un bicchiere di birra Ronzani, che non te lo negava nessuno”.
Da un libro di Athos Vianelli: “Il Lunedì di Pasqua i bolognesi facevano la tradizionale scampagnata a
San Luca, oggi ovviamente decaduta per ragioni di progresso e di tecnicismo ma già seriamente
compromessa fin dagli anni trenta di questo secolo quando vi fu l’inaugurazione della funivia (di recente soppressa) che conduceva sul Monte della Guardia, la quale già per se stessa tolse lo scopo e la ragione della gita salendo l’interminabile portico. Comunque un tempo si arrivava un po’ trafelati sull’ultima rampa di scale prima di varcare l’ingresso della chiesa e, dopo una visita piuttosto frettolosa alla Madonna ci si preparava festosamente al picnic sul prato antistante la basilica o lungo gli scoscendimenti del sentiero cosiddetto dei “Brigoli”, che da San Luca scende verso Casalecchio. Anzi, a proposito di questo picnic tradizionale mi piace ricordare un curiosissimo aneddoto che fu riportato alcuni decenni orsono da un quotidiano cittadino. In omaggio al periodo pasquale appena trascorso.
La maestra di una scuola elementare bolognese dette alla sua classe un tema dal titolo “Cristo e noi”, ed ebbe la sorpresa di leggere il seguente strabiliante componimento di un suo alunno che aveva interpretato l’argomento del tema in un modo a dir poco singolare. Il ragazzo scrisse infatti che il Lunedì di Pasqua si era recato con i genitori e la sorellina a San Luca e che, giunti sul piazzale della basilica, il babbo aveva deciso di andare insieme a lui a perlustrare i dintorni lasciando la mamma e la sorellina a guardia dell’abbondante colazione a base di salame e crescentine. Successe pero che, al ritorno, gli escursionisti trovarono che le guardiane — non si sa se distrattamente o con intenzione - avevano letteralmente divorato tutte le preziose cibarie che tenevano in custodia; al che il padre, costernato e deluso uso, esclamò: “Cristo, e noi?”. Non si conosce il voto conseguito dallo scolaro, ma è da ritenere che il Buon Dio avrà certamente perdonato al poveruomo affamato la veniale e patetica imprecazione, che prorompeva dallo stomaco vuoto e deluso nelle sue aspettative.” Si potranno così rinverdire i tempi antichi, quando molti cittadini bolognesi salivano fino
al colle di San Luca e poi ritornavano a valle, per poi mangiare sui prati o nelle trattorie. E’ un modo importante per esprimere il nostro amore verso la collina bolognese che a Pasqua si tinge di colori stupendi.
Un’ occasione speciale per visitare il Santuario più affascinante di Bologna, e divertirsi a bordo del simpatico trenino rossoblù.

Collegamento dall’Arco del Meloncello alla Basilica di San Luca lungo i portici
DIFFICOLTA’: MEDIA
KM. 1,800
salita a piedi: 40 minuti
salita con Trenino: 10 minuti (a pagamento)
discesa a piedi: 20 minuti
discesa con Trenino: 5 minuti (a pagamento)
Per informazioni: 051.350853 – info@cityredbus.com
www.cityredbus.com

Collegamento Casalecchio chiesa di San Martino –Basilica di San luca lungo il sentiero
dei Bregoli

DIFFICOLTA:’ ALTA
KM. 1,700
salita a piedi: 30 minuti
discesa a piedi: 20 minuti
www.bregoli.it

Collegamento Chiesa di San Martino - Meloncello lungo la Ciclo-pedonale del canale
di Reno.

DIFFICOLTA’: MEDIA
KM.4,00
A piedi: 1 ora
Collegamento da Piazza Maggiore all’ Arco del Meloncello
DIFFICOLTA’: SEMPLICE
KM.3
A piedi: 30 minuti
Con Trenino da Piazza Malpighi: 13 minuti (a pagamento)
www.museomadonnasanluca.it

Tempi di percorrenza medi, abbigliamento sportivo.

 

 

 Comitato per il restauro del portico di San Luca
IL Comitato è nato nel 1988 ed è costituito tra l’Arcidiocesi di Bologna , il Comune di Bologna, il Santuario della B.V.di San Luca e dal Quartiere Saragozza.
Il Comitato, che ha sede presso il Quartiere Saragozza, dopo i grandi restauri degli anni 80, dall’inizio degli anni 2000, ha restaurato, con il contributo del Comune di Bologna, al contributo di una Fondazione e varie ditte e privati, un centinaio di archi su via Saragozza.
Purtroppo tali archi sono già in parziale degrado per incurie, imbrattamenti ed altro. Si stima in circa 3.000.000 di euro la sistemazione del portico, da attuare in circa 10 anni oltre ad una manutenzione “ordinaria” di circa 20.000euro all’anno.
Per sostenere il portico fare riferimento al seguente istituto di credito:
Unicredit IBAN IT40H02008 02480 000002863846
Carisbo IBAN IT 73 N 06385 024180 7400 007571T
All’arco del Meloncello, in stato di notevole degrado, sono state effettuare le riparazioni più urgenti relative ad impermeabilizzazioni, cadute di intonaco, lattonerie, ecc. per la messa in sicurezza del manufatto. Con successivi lavori di pulizia e pittura della parte interna dell’arco del Meloncello, il 20 ottobre 2012, in occasione del Passamano
per San Luca, è stato inaugurato il restauro dell’arco del Meloncello con cerimonia pubblica. L’origine dei santuario sul monte della Guardia è legata ad un eremitorio femminile che esisteva, sulla cima del colle fino dal 1192. La prima pietra della chiesa fu posta il 25 maggio 1194: l’immagine che vi veniva venerata è la stessa tuttora custodita
nel santuario e nota col nome di Madonna di San Luca.
La venerazione per questa immagine divenne un fatto collettivo e di importanza cittadina a partire dal 1433, quando l’immagine per la prima volta fu portata in città per impetrare la cessazione di un lungoperiodo dì maltempo.
Nacque così l’usanza, praticata ininterrottamente fino ad oggi, dell’annuale discesa della Madonna a Bologna: un avvenimento che ha sempre costituito uno dei momenti più significativi nella vita religiosa e sociale della comunità cittadina. Portico di San Luca Il santuario attuale fu costruito dal 1723 al 1774 su progetto di Carlo Francesco Dotti.
La prima idea di costruire un porticato che collegasse la città alla cima del colle, permettendo un facile e comodo accesso al santuario in ogni stagione, fu avanzata nel 1655. Ma solo vent’anni più tardi l’impresa poté iniziare, ad opera precipua di D. Lodovico Generoli che riuscì a raccogliere un folto gruppo di cittadini disposti a cominciare i
lavori con denaro raccolti mediante pubbliche sottoscrizioni.
Il 28 giugno 1674 fu posta la prima pietra del porticato e nel breve giro di due anni furono compiuti i trecento archi del tratto di pianura.
Il tratto in salita fu iniziato nel 1706 e nel 1715 raggiunse la vetta del colle; la congiunzione fra i due tratti, mediante lo scenografico “arco del Meloncello” (anche questo opera del Dotti) fu realizzata fra il 1721 e il 1732. Era così compiuta la grande impresa che aveva visto la partecipazione corale della cittadinanza, poiché tutti i bolognesi,
nobili e popolani, ecclesiastici e laici, in proprio o come membri di associazioni e corporazioni, avevano contribuito alle spese per la costruzione del portico,ponendo nei suoi 666 archi i loro nomi e i loro stemmi.
Portico di San Luca Il santuario e il portico divennero ben presto una inconfondibile caratteristica del panorama cittadino; visibili a grande distanza anche da buona parte del territorio bolognese, accentuarono il valore simbolico che il culto della Madonna di San Luca rivestiva da secoli nella vita religiosa e civile della città. Grazie al portico il
colle di San Luca divenne la meta classica delle scampagnate dei bolognesi, specie per quella tradizionale del lunedì di Pasqua; e fu ancora il portico di San Luca a suggerire nell’Ottocento la diramazione del nuovo portico della Certosa, e a condizionare, nel nostro secolo, gli sviluppi dell’urbanizzazione della zona esterna a Porta Saragozza. Il
portico di San Luca costituisce ancor oggi un eccezionale capitolo di architettura e di urbanistica e un autentico valore, religioso e civico, per la cui conservazione tutta la cittadinanza può e deve sentirsi coinvolta.
Mario Fanti – Storico
www.comitatoperilrestaurodelporticodisanluca.it


La Via degli Dei
Sul crinale tra Setta e Savena, gli Etruschi percorsero per almeno 4 secoli (VII-IV sec. a.C.) un’an tica strada che congiungeva Fiesole con Felsina, al fine di sviluppare i loro traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana.
Poi i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia sui resti dell’antica Felsina, sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma attraverso gli Appennini: sul precedente tracciato etrusco costruirono nel 187 a.C. con il console Caio Flaminio una vera e propria strada romana
transappenninica denominata Flaminia Militare. Anche nel Medioevo non si perse l’abitudine di percorrere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più
agevole che permettesse di attraversare questo tratto di Appennino. Tuttavia, al lastricato romano caduto presto in disuso e sommerso dalla vegetazione, si sostituì un semplice sentiero, una stretta mulattiera senza pavimentazione, utilizzata dai viandanti che avessero necessità di percorrere questo cammino.
La Via degli Dei, percorso ideato alla fine degli anni ’80 del ‘900 da un gruppo di escursionisti bolognesi, ricalca prevalentemente questi antichi tracciati e, tra Monte Bastione e Monte di Fo’, passa accanto ad alcuni pregevoli basolati della strada romana, ora riscoperti.
Perché Via degli Dei?
Perché il percorso attraversa località come Monte Adone, Monzuno (Mons Iovis, monte di Giove), Monte Venere, Monte Luario (Lua era la dea romana dell’espiazione).
La Via degli Dei oggi è diventata una delle principali attrattive turistiche dell’Appennino: numerosi amanti del trekking e della mountain bike ripercorrono questo pezzo di storia gustando a pieno la bellezza incontaminata di questi luoghi.
L’intera traversata da Bologna a Firenze – che non presenta grandi difficoltà - si può compiere in quattro/sei giorni o più a piedi (a seconda dell’allenamento e dell’abilità del camminatore), oppure in due/tre giorni o più in bicicletta.
È comunque possibile percorrere anche solo alcune tratte della Via degli Dei, per lasciare libertà a tutti i camminatori di costruire un proprio percorso personalizzato.
PER LA CARTINA DELLA VIA DEGLI DEI, LA GUIDA DELL’ITINERARIO, L’ELENCO DELLE STRUTTURE RICETTIVE PRESENTI LUNGO IL PERCORSO O PER QUALSIASI INFORMAZIONE RIVOLGERSI A:
infoSASSO: Via Porrettana 314, Sasso Marconi - Tel. 051 6758409
info@infosasso.it - www.viadeglidei.it - Pagina FB: La Via degli Dei




 

 

 

 

 


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Casalecchio Insieme,
15 apr 2014, 10:48
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Casalecchio Insieme,
22 mar 2015, 00:26
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